Particolare_9

> EVOLUZIONE e ORIENTAMENTO ARTISTICO


ROSA artisticamente nasce come pittore di indirizzo figurativo, di ispirazione espressionista, partecipando alla vita artistica del Paese sin dagli anni ’50 del Novecento.

Le serie pittoriche prodotte durante la maturazione artistica hanno esplorato soggetti che spaziano dal folclorico alle tematiche sociali della “beat generation“, dalla rappresentazione contemplativa di antichi borghi alle fabbriche e ai macchinari dei processi industriali, dalle coreografie alle “performances” del teatro d’avanguardia, dai totem allo studio dei reperti archeologi, da introspezioni “view of interiors” a rappresentazioni atomiche e cosmiche, dal sacro al profano.

Durante l’intero percorso artistico egli documenta quasi costantemente le tematiche trattate –  specie quelle di contenuto socio/culturali – mediante l’uso dello strumento fotografico (come quella della serie sugli hippies degli anni ’60; quella sul teatro romano d’avanguardia degli anni ’70, ecc.).

La fotografia e l’immagine fotografica risultano essere così gli archetipi della sua pittura la cui metamorfosi conduce spesso all’astrazione.

La ricerca di nuovi stimoli lo induce ad approfondire gli spazi dell’astrattismo – sebbene avesse esplorato il campo con sperimentazioni già a metà degli anni ’60 – oscillando con assoluta libertà tra figurativo e informale al pari di Gerhard Richter con cui si riscontrano alcune affinità formali e processuali.

L’uscita definitiva dall’arte figurativa a partire dal 1990 è graduale con l’abbandono momentaneo della pittura ad olio e tuttavia questo passaggio vede brevi ritorni formali.

È qui che – dalla metà del decennio – sperimenta la brillantezza dei colori acrilici e le lucentezze fluo sulla tela. Fonte di ispirazione per questo tipo di opere sono le sfavillanti atmosfere quasi psichedeliche dell’illusorio mondo dell’effimero. Le strutture geometriche sono costruite secondo campi triangolari, cerchi o rette spezzate che si traducono plasticamente mediante elementi materici che proiettano il dipinto al di fuori dello spazio bidimensionale con connotazioni ambientaliste.

Pur prediligendo sin dagli esordi la pittura a olio, sperimenta tecniche diverse. Le rese pittoriche sono ottenute talvolta con innesti cromatici di materiali eterogenei di arte povera. Egli cerca gradazioni tra materiali nobili e poveri, dalle lamine d’oro agli umili materiali di recupero, all’interno di una superficie in cui interagiscono colori e forme che mirano ad espandersi oltre le misure fisiche dell’opera.

Egli trova soluzioni artistiche che anticipano, in campo architettonico – in taluni casi anche con largo anticipo – le invenzioni del decostruttivismo internazionale ove sono evidenti le assonanze ed affinità con l’architettura di Daniel Libeskind, di Peter Eisenman, “tagli” geometrici su una base espressionista, ma anche Rem Koolhaas (il masterplan per Pozzuoli) e Bernard Tschumi, (i disegni per il Parc de la Villette a Parigi) su basi che attingono alle avanguardie russe, al suprematismo di Malevich, all’astrattismo geometrico/organico di Kandinsky. Non di meno sono evidenti analogie con la ricerca postmodern di Alessandro Mendini: il suo design, la poltrona Proust, la sua architettura per finire inoltre con il museo di Groninger.

Giunge a soluzioni personali ove figurazioni astratte risultano commiste ad antropomorfismi, in cui le esperienze figurative precedenti riemergono fino al voluto sfaldamento di corpi e di ogni altro elemento reale tratteggiato, per convergere sulla negazione del modello figurativo ed accademico.

Giunge negli ultimi anni a trattare la più recente tematica in termini astratti e concettuali delle banconote come denuncia delle distorsioni dell’economia globale e dei francobolli come archetipo di sistemi desueti della comunicazione.

Ma la produzione artistica non è un’astrazione che lo conduce a rinnegare l’opera d’arte mediante un’elaborazione sottrattiva – come nella sperimentazione concettuale degli anni ’60 e ’70 – quanto piuttosto una ricerca di nuove soluzioni cromatiche e materiche additive, per indurre stimoli sensoriali e esperienze meditative.


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